Gruppi Tematici

La Rappresentazione e lo spazio

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Rappresentazione e spazio sono i due termini che meglio sintetizzano lo specifico e il valore aggiunto dello psicodramma rispetto ad altri dispositivi. Lo spazio del gioco attiva la messa in questione del corpo, esposto allo sguardo del gruppo, così da mobilitare il reale che abita lo spazio corporeo per poterne distendere frammenti nel tempo del qui ed ora della seduta, rivelando un sentire che conferisce peso alla parola e diviene occasione di una conoscenza capace di prendere in conto l’insieme dell’esperienza. Lo spazio concreto in cui si articola la seduta, che rimanda al contesto istituito (pubblico, privato, individuale, di gruppo ecc) e alle sue finalità (terapeutiche, formative ecc), è decisivo al fine di definire il vertice di lettura degli eventi che attraversano la seduta di psicodramma. Lo spazio del gioco è in forte analogia con lo spazio onirico, ciò che conferisce allo psicodramma la caratteristica di favorire un pensiero “per scene” di matrice oniroide, capace di consentire la pensabilità delle vicende emotive che attraversano la seduta. Ciò che si “ripresenta” nel tessuto della seduta e che prende forma nello spazio del gioco, può quindi essere letto come un discorso che dice qualcosa certamente di un là e allora, ma anche dei movimenti di un gruppo a contatto col qui ed ora della seduta e del contesto istituzionale in cui questa è contenuta. Le scene tratte dall’esperienza clinica dei partecipanti che un gruppo di supervisione seleziona nello spazio della seduta possono quindi prestarsi ad essere innestate con profitto di pensiero nello spazio attuale e a rivitalizzarsi nel nuovo contesto, così come avviene per un trapianto d’organo.