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Rappresentazione e processo sociale

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Nella sezione Rappresentazione e Processo Sociale i due termini saranno oggetto di riflessione come fronte e retro di una stessa superficie in quanto la funzione di Rappresentazione mette in moto una logica collettiva Viviamo in un tempo caratterizzato dal consumo, un consumo senza fine, dove anche l’altro è visto non come soggetto ma come affare. E’ all’ordine del giorno di questo nostro tempo l’uomo che usa l’uomo come merce, e la parola che non riesce più a comunicare. Nel pubblico del gruppo di psicodramma favoriamo l’emersione della parola vera, illusoriamente nascosta da quella privata, per conoscere il nome dell’altro attraverso il lavoro etico della psicoanalisi. Ci aspettiamo di poter prendere in consegna la richiesta di asilo del soggetto costretto alla migrazione. Nel piccolo gruppo di psicodramma non ci si rivolge solo allo psicodrammatista, la parola di ciascuno passa attraverso l’ascolto degli altri poiché si tratta di farsi ascoltare almeno da una parte del gruppo. Il rapporto del soggetto con il mondo esterno non è semplicemente presentato viene elaborato nel corso della seduta, non è uno scambio di idee ma un processo concreto. Ipotizziamo che partecipare ad un gruppo di Psicodramma significhi anche trovare uno spazio dove affrontare l’infelice rapporto con la realtà esterna, genitori, amanti, fratelli, lacerando lo schermo di ideali che ci impongono un viso cortese ed un comportamento civile (che comunque viene sempre rispettato) avendo come sottofondo un silenzio rabbioso. Una pubblicazione è un appello ad un pubblico ristretto affinché il silenzio come sintomo divenga parlabile, riconosciuto, alle volte condiviso, secondo un tempo proprio di ciascuno. Una parola privata verso un pubblico ristretto dove il soggetto interroghi il luogo dell’ Altro.