Rappresentazione e discorso

Nella sezione Rappresentazione e Discorso la riflessione avrà come cardine la struttura del processo clinico nello psicodramma. Ogni seduta inizia con parole di scambio, di relazione con l’altro.
Ma cos’è che le rende parola che abbia senso e di cui il soggetto si assume la responsabilità, che trasforma il parlare vuoto in un bene-dire? Cosa è che diventa discorso?
La pratica freudiana dello Psicodramma prende avvio da una terna che include l’ Uno del soggetto, l’ Altro cui si rivolge e la Rappresentazione drammatica così che colui che parla si trovi catturato nel discorso con altri, esca dal monologo privato per avere un riscontro nel gruppo. Il partecipante porta allo scoperto davanti agli altri e con gli altri un suo spazio privato. La seduta diventa arte del dialogo ossia del discorso con-diviso con gli altri mantenendo la propria dis-parità o differenza soggettiva.
Ogni formulazione soggettiva, ogni gioco porta le tracce della parola dell’altro che l’ha preceduta e annuncia gli interventi successivi…dando vita ad un ciclo di risonanza significante articolata nel qui ed ora della seduta. Lo sviluppo del discorso diventa catena causale cioè causa, produce altro…altra parola, altro gioco, altro ascolto.
Il discorso di seduta quindi non consiste semplicemente nell’articolazione di discorsi successivi attraverso i quali i partecipanti interverrebbero verbalmente, il processo è più complesso, rappresenta il circuito obbligato a partire dal quale un soggetto può articolare il suo discorso e farsi ascoltare. È l’equivalente della freudiana costruzione in analisi.


Animatore: Antonia Guarini
Osservatore: Stefania Picinotti
Relatore: Carmen Tagliaferri