Educare all’impossibile, prove di trasmissione…

di Picinotti Stefania

Abstract:

La lettura del testo di R. Maragliano “Pedagogia della morte” (2012) ha attivato in me un processo di libera associazione che si è articolata in due direzioni diverse, ma profondamente intrecciate tra loro, che hanno preso la forma di un breve scritto e di un altrettanto breve video autoprodotto. Entrambi i lavori hanno come comune denominatore il montaggio di sequenze di scrittura e  di film. Ho voluto affrontare il tema della morte e della vita, poiché l’una non è disgiunta dall’altra, in una prospettiva psicoanalitica attraversando lo scritto di Maragliano in maniera fluttuante, lasciando sedimentare i vissuti, i pensieri che emergevano via via nel luogo dell’inconscio. L’impatto e’ stato paralizzante e disorientante a fronte di un testo che si e’ presentato al mio ascolto come un urlo, come una pro-vocazione riguardo ad un argomento scomodo. “Pedagogia della morte”, ma che vuol dire? Impossibile da trattare se non percorrendo i vissuti di empasse e di spaesamento in un territorio che chiama in causa anche la vita, l’inizio e la fine della vita. Senza alcuna intenzione di addentrarmi in questioni teoriche o ideologiche, mi sono limitata a descrivere, in relazione a questi temi, una funzionamento che prendesse una forma nuova ed inedita attingendo dalle formazioni dell’inconscio, una verità soggettiva che potesse essere trasmessa.

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