Il gioco psicodrammatico come induttore della reverie

di Croce Benedetta Elena

Abstract:

L’intento che si propone questo lavoro è di sottolineare la specificità del lavoro di supervisione in un setting di psicodramma analitico, marcando l’importanza del promuovere nel terapeuta una capacità di “costruzione” che nasca e si nutra in uno stato di reverie. Il gioco nello psicodramma è presentato come strumento di frammentazione delle precedenti rappresentazioni del mondo esterno ed interno, che per ciascuno possono coincidere con il proprio fantasma dominante, permettendo che in uno spazio visivo e sonoro più consistente a livello percettivo venga promossa quella capacità di reverie alla base delle costruzioni fondamentali di ogni lavoro analitico. A derivarne è la possibilità per il terapeuta e per il paziente, di slegare quest’ultimo dalle pastoie dalle sue difese più costose.

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