Pulsione invocante

Secondo Lacan la voce è una delle forme dell’oggetto a e più di altri elementi parziali del corpo si fa portatrice della divisione del soggetto essendo la voce sempre un’alterità, sempre oggetto unheimlich, oggetto pulsionale presentificazione di mancanza.
La vocalità soggettiva contiene nella sua trama gli echi della pulsione invocante, pulsione rivolta all’Altro, presente nel soggetto sin dal primo grido dell’infante.
Il corpo del soggetto, inoltre, conserva gli effetti di parola scavati dal significante, come scrive Lacan “Le pulsioni sono l’eco nel corpo del fatto che ci sia un dire”. (Lacan, 2006, 16).

Bibliografia:
Lacan J. (2004), Il seminario, libro X. L’angoscia 1962-1963. Einaudi, Torino, 2007.
Lacan J. (2005) Il seminario, libro XXIII. Il sinthomo 1975-1976. Astrolabio-Ubaldini, Roma, 2006.
Pigozzi L. (2010), Voci smarrite. Godimento femminile e sublimazione. Antigone, Torino.
Pigozzi L. (2016), A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità. Poiesis, Alberobello.

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