Pulsione scopica

E’ una delle pulsioni più attive e intensamente cariche di investimento. Rimanda al desiderio di guardare, alla schisi tra l’occhio e lo sguardo.
Lo sguardo è uno dei tratti differenziali tra l’analisi classica e lo psicodramma analitico. (Lemoine, 1975).
E’ infatti nella dimensione scopica, nell’atto di vedersi durante il gioco, che si sviluppa l’analisi del discorso. Questo sguardo non ha funzione illusoria ma conoscitiva; lo psicodramma smantella l’immagine dell’io ideale in cui il soggetto vorrebbe identificarsi. Nello psicodramma è lo sguardo comune del gruppo che conduce il soggetto a distinguersi tra quello che è e quello che sembra essere. Nello psicodramma il vedere, che nei gruppi reali fornisce un alimento al desiderio, è sostituito dallo sguardo che individua la falla e mette in luce il desiderio solo per sottolineare la mancanza.
Lo sguardo dell’analista nello psicodramma non è quello del vedere, rappresentato dalla madre nella fase dello specchio, sguardo che unifica, ma sguardo che rende significante. “Il terapeuta guarda altrove allo stesso modo in cui l’analista capisce altro. Questo è l’aspetto topologico dell’utilizzazione della dimensione scopica da parte del terapeuta”. (Croce, 2010, 98).

Bibliografia:
Lemoine P. (1975), “La pulsione scopica”. In: Atti dello psicodramma, vol. I. Ubaldini Editore, Roma.

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