Significante

Nel Corso di linguistica generale Ferdinande De Saussure afferma che “il segno linguistico, unisce non una cosa e un nome ma un concetto e un’immagine acustica” e chiama poi il concetto significato e l’immagine acustica significante (entità psichica). (F. De Saussure 1922). Significato e significante sono due facce dello stesso foglio.

Il legame che unisce significato e significante è arbitrario (nel senso di contingente). Il significante essendo di natura auditiva, si svolge soltanto nel tempo ed ha i caratteri che trae dal tempo: i significanti non dispongono che della linea del tempo, i loro elementi si presentano l’uno dopo l’altro, formano una catena.

Lacan applicherà lo strutturalismo linguistico di De Saussure alla psicoanalisi, facendo comunicare le due scienze a partire dallo studio del significante. Porterà alle estreme conseguenze la separazione tra significante e significato rendendo la barra che li separa impermeabile e mostrerà che l’inconscio freudiano funziona con la parola e risponde a leggi che sono proprie della struttura del linguaggio. L’interesse scientifico del primo insegnamento di Lacan verte tutto sul significante: “si può dire che è nella catena del significante che il senso insiste, ma che nessuno degli elementi della catena consiste nella significazione di cui è capace in quello stesso momento. Si impone dunque la nozione di uno scivolamento incessante del significato sotto il significante.”

De Saussure ha il merito di aver messo in luce il rapporto arbitrario esistente tra significante e significato. Lacan si è spinto oltre, nel campo della psicoanalisi, dove il significante, lungi dall’essere il solo piano della forma che rimanda ad un contenuto, deve essere oggetto di maggiori attenzioni da parte dell’analista rispetto al significato. Il significante, per sua natura, anticipa sempre il senso.

Significante è “l’elemento del discorso reperibile a livello conscio e inconscio che rappresenta il soggetto e lo determina”. (Chemama etc.)
Un significante è ciò che rappresenta il soggetto per un altro significante.
Il concetto di significante, in Lacan, non è definibile. Infatti, il concetto lacaniano non è descrittivo, ma —a-scrittivo. Il significante lacaniano, in altre parole, non de-scrive una qualità del soggetto, ma lo «qualifica», cioè gli ascrive qualcosa – come si ascrive a qualcuno un diritto di proprietà (S.Benvenuto) . 

Lacan radicalizza gli assunti saussuriani relativi all’arbitrarietà del rapporto parole/cose e ribalta la priorità riconosciuta al significato dal linguista ginevrino. L’algoritmo si scrive: significante su significato, «dove il su risponde alla sbarra che ne separa le sue tappe».

C’è una «barriera resistente alla significazione» che trancia in due l’algoritmo rendendo l’essere un effetto dello scorrimento sulla catena del significante. E’ la differenza tra i significanti a produrre la significazione che si configura nei termini di un valore differenziale tra elementi che singolarmente non possono significare loro stessi. La sbarra dell’algoritmo comprime lo scivolamento dalla parte del significante che non interagisce più con il significato ma lo produce come scarto di successivi spostamenti che devono essere indagati nel transfert.

Nello psicodramma analitico non c’è la ricerca di un determinato senso di un significante supremo. Per questo va evitata l’interpretazione che fornisce un senso. Lo psicodramma libera la possibilità di accedere a nuovi significanti e rimane in bilico tra il senso e la perdita di senso. L’osservazione che chiude ciascuna seduta riporta la catena del significante del discorso di seduta. [Lemoine G. e P., Lo Psicodramma, Feltrinelli editore, Milano, 1977, p. 33].

Bibliografia 
Benvenuto S. 1979 Il significante tra Saussure e Lacan in Il piccolo Hans, 22, aprile-giugno 1979, pp. 62-86.
De Saussure F. 1922 tr. it. Corso di linguistica generale Bari, Laterza 
Jakobson R. 1978 tr.it La linguistica e le scienze dell’uomo Milano Il Saggiatore
Lacan J. 1971 Il seminario, libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe del sembiante, trad.it. a cura di A. Di Ciaccia, Einaudi, Torino 1996
Lacan J. L’istanza della lettera nell’inconscio o la ragione dopo Freud in Scritti, a cura di G.B.Contri, Einaudi, Torino 1974
Lacan J. 1953Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicoanalisi, in Scritti, Einaudi, Torino 1974

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