Tratto unario

Freud in Psicologia delle masse analisi dell’Io definisce tre tipi di identificazione, la seconda identificazione è quella parziale, quella che prende un unico tratto (ein einziger zug) della persona “amata”.

Secondo Freud, dal momento in cui l’oggetto è perduto, l’investimento che si dirigeva verso di lui è rimpiazzato da un’identificazione che è “parziale”, molto limitata e che si appropria di un solo tratto della “persona oggetto”.

Lacan legge la prima identificazione freudiana a partire dalla seconda, e in quest’ultima l’Altro si riduce a un tratto. L’intervento di Lacan è dunque quello di sostituire il padre della prima identificazione con un tratto. C’è un tratto di identificazione prelevato nel luogo dell’ideale. Il tratto unario è il fondamento dell’identificazione simbolica edipica al padre. 

“Lacan, partendo da Freud, indica con tratto unario il significante nella sua forma elementare che dà conto dell’identificazione simbolica del soggetto. Il tratto unario è il significante in quanto è un’unità e in quanto la sua iscrizione realizza una traccia, una marca.”.

“Il tratto unario, contrassegno simbolico, sostiene l’identificazione immaginaria. Certo l’immagine del corpo è data al bambino durante la fase dello specchio, ma perché possa appropriarsene, interiorizzandola, occorre che il tratto unario entri in gioco. Ciò necessita che esso possa colto nel campo dell’Altro. E’ il momento in cui il bambino, che si guarda nello specchio, si volge verso l’adulto cercando un segno che venga ad autenticare la propria immagine. Questo segno dato dall’adulto funziona come tratto unario, è a partire da esso che si costituirà l’ideale dell’io. (Chemama R., Vandermensch B., 2004 pp.352-353). 

Il tratto unario è l’identificazione fondamentale, su cui si appoggiano tutte le identificazioni secondarie, è il tratto che rende possibile la serie, è il passaggio da 0 a 1, è l’identificazione costituente.
Il tratto unario è il tratto dell’identificazione che ci singolarizza, che viene dall’Altro ma pure istituisce la singolarità del soggetto. Nella schizofrenia manca il tratto unario e il soggetto appare come frammentato, privo di unità appunto, disgregato. 

In “psicologia delle masse e analisi dell’ io”  Freud afferma che la folla è tenuta insieme dall’influenza ipnotica del capo, una suggestione basata su di un tratto identificatorio ideale comune. Questa influenza nel gruppo di psicodramma si diversifica e si suddivide nei diversi partecipanti presenti alla seduta, non essendoci nessun capo e nessun leader. “Nel gruppo di psicodrmma, il capo è inutile. Ancora non c’è chi gli impedisca di esistere così come rivela la sociometria: il terapeuta e così il leader (cioè un membro del gruppo) ne rappresenta un po’ la figura. Ma, al posto della parola del capo che ivi predomina c’è la parola di verità che lega tra loro i partecipanti […] L’identificazione porta la traccia del significante unario, cioè la traccia dell’Altro. Il tratto unario, comporta […] somiglianze e differenze, ed è a partire da ciò che si operano adesioni e rifiuti dei membri del gruppo tra loro. Ma lo psicodramma ha per obiettivo la disalienazione, cioè la rimessa in questione di questo tratto, dunque la critica delle correnti del gruppo così come delle alienazioni della vita propria del soggetto”. (Lemoine 1988, pag. 30-31)

Il cambio di ruolo, deciso dal conduttore durante la rappresentazione, permette di mettere in evidenza il tratto unario prendendo il posto dell’altro, e questa messa in evidenza permette anche di porre una distanza, di “mostrare al soggetto la relatività tutta immaginaria del suo tratto unario”. (Lemoine 1988 pag.31)

Altro procedimento che mira a questo obiettivo, all’ interno dei gruppi di formazione e in quelli di supervisione, consiste nella messa in evidenza del punto cieco, cioè la rassomiglianza inconscia del terapeuta con il suo paziente che impedisce di differenziarsi, uscire dal circuito libidico, trovare la parola terapeutica.

Bibliografia
Scilicet del nome del padre 110 scritti su Lacan Associazione Mondiale di psicoanalisi 
Lacan J. 1964 Seminario XI I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi 
Lacan J. 1962 Seminario IX L’identificazione – inedito
Lemoine P., Massen psychilogie. La folla e il gruppo in Arenanalisi, la formazione. Anno II, n.2, aprile 1988, centro scientifico torinese.

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